Alopecia androgenetica: cause e trattamento

Alopecia androgenetica L’alopecia androgenetica, conosciuta nel linguaggio comune come calvizie, è la tipologia di perdita di capelli più diffusa. Interessa oltre il 70% degli uomini.

come si può capire dal termine stesso, questa problematica ha due cause necessarie:

andro = ormoni androgeni – ormoni maschili
genetica = predisposizione ereditaria

Questa problematica è caratterizzata dalla lenta e progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi presenti sul cuoio capelluto e quindi dei capelli da essi prodotti che risultano sempre più sottili, corti e depigmentati.

La calvizie colpisce tutte le aree del cuoio capelluto?

Zona del vertice colpita da alopecia androgenetica

Nella calvizie comune il diradamento o l’alopecia interessano solo alcune aree del capo e quindi non tutti i bulbi piliferi.

Zone colpite

– l’area frontale
– l’area temporale
– la zona  vertice

Zone  quasi sempre risparmiate

– parietale
– occipitale

Poiché i follicoli piliferi  nelle diverse zone del cuoio capelluto reagiscono diversamente agli ormoni androgeni  esistono diverse forme di calvizie. Si va  da forme leggere con il solo arretramento della linea frontale, fino ad un’alopecia (mancanza di capelli) di un’area molto ampia del cuoio capelluto.

I capelli miniaturizzati sono il preludio di una loro scomparsa definitiva.  Per questi motivi  è fondamentale un intervento tempestivo. Prima di andare in contro alla completa atrofia del bulbo pilifero. 

Con esami appropriati è possibile capire se la caduta dei capelli e il diradamento sono dovuti ad alopecia androgenetica o da altre cause.

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Perché si va incontro al diradamento dei capelli?

I follicoli piliferi sono resi dall’azione del DHT sempre più piccoli e superficiali. I follicoli miniaturizzati producono capelli in proporzione alle loro dimensioni, i capelli quindi sono sempre più corti, sottili e poco pigmentati.  Per questo motivo con l’andare del tempo si avrà una scopertura e una visibilità del cuoio capelluto.

La problematica della calvizie non deriva dal numero di capelli che cadono ma dal fatto che molti di essi vengono sostituti da capelli più corti e sottili. Questa condizione dà luogo a scoperture e visibilità del cuoi capelluto, il così detto diradamento.

Distribuzione e Frequenza

alopecia-androgenetica-uomini

Hamilton fu il primo a raccogliere dati statistici  su età e tipo di caduta capelli e sulla calvizie androgenetica. Secondo lo studioso ben il 96% degli uomini e il 79% delle donne riscontrano nel corso della loro vita una perdita di capelli.
Norwood in uno studio successivo evidenzia che si ha calvizie maschile in oltre il 60% degli uomini.

Esistono differenze razziali nelle modalità d’insorgenza e di diffusione della calvizie. Un uomo di colore ha una probabilità di mantenere una folta chioma 4 volte più elevata rispetto all’uomo caucasico. Tra gli uomini orientali si registra un’incidenza minore con un inizio più tardivo. Tra gli uomini cinesi, infatti, l’alopecia non è un problema comune.
In Europa o in America, invece quasi tutti gli uomini nel corso della loro vita sperimentano la caduta di capelli.

– 40% degli uomini dopo i 35 anni
– 65% degli uomini dopo i 60 anni
– 70% degli uomini dopo gli 80 anni
– 80% degli uomini dopo gli 85 anni

Progressione dell’alopecia androgenetica

Lo strumento che i tricologi utilizzano per misurare il grado di calvizie maschile è la scala Hamilton-Norwood.

Secondo lo studioso Hamilton  è possibile identificare 5 stadi:
stadio I: arretramento simmetrico della linea  frontoparietale; questo primo stadio non preannuncia necessariamente lo sviluppo della calvizie 
stadio II:  intensificazione del primo stadio con ulteriore arretramento frontale ed eventuale leggero interessamento del vertice
stadio III: le zone diradate, il frontale e il vertice, hanno la tendenza ad unirsi e a questo stadio può rimanere solo una striscia di capelli.
stadio IV: alopecia definitiva sia frontale che del vertice rimane solo una “corona” di capelli nella zona occipitale
stadio V: la fascia di capelli detta corona tende a restringersi ancora di più.

Norwood ha modificato questa classificazione di Hamilton, proponendo una “scala” di 7 stadi.

scala di norwood

Nell’uomo la problematica inizia solitamente dopo la pubertà quando la produzione degli androgeni sale. Il primo cambiamento visibile della capigliatura è l’arretramento delle stempiature che spesso si nota anche in soggetti in cui la caduta di capelli non è destinata a progredire verso una vera e propria calvizie.
La progressione è lenta e costante.
Il numero di capelli caduti giornalmente può anche essere non elevatissimo. La visibilità del cuoio capelluto non è dato tanto dal numero dei capelli che cadono quanto dal fatto che i capelli caduti sono sostituiti da capelli più corti e sottili.

Prima dei 30 anni ha una progressione più veloce

Se la calvizie si manifesta prima dei 30 anni è molto probabile che la sua progressione sarà più veloce e aggressiva.  Man mano che la calvizie androgenetica progredisce, può colpire il vertice e tutta l’area superiore del capo; una striscia di capelli ai lati e sulla nuca viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come corona ippocratica, solo di rado progredisce verso una calvizie completa e dona un aspetto poco gradevole alla capigliatura maschile invecchiando la figura.

E’ possibile predire quanto sarà rapida l’evoluzione della calvizie?

La storia familiare è importante. Se molti membri della famiglia sono affetti da calvizie la malattia ha generalmente un’evoluzione più rapida e ingravescente.  Tuttavia sono molti i fattori esterni che possono scatenare o accelerare l’alopecia qualsiasi condizione concomitante che provoca una aumentata caduta di capelli può contribuire a rendere manifesta la problematica.

 Il test del dna

Con il test predittivo di Istituto Helvetico Sanders i nostri esperti hanno la possibilità di intervenire prima che la calvizie si manifesti e agire su di essa prima che si trasformi in un problema più serio. La tempestività di intervento permette di limitare in maniera efficace la caduta eccessiva. Con l’intervento mirato in base al risultato del test si possono ottenere ottimi risultati e migliorare il benessere dei capelli.

Se hai dubbi e vuoi far analizzare i tuoi capelli, puoi farlo gratuitamente in un nostro centro specializzato.

 L’alopecia da invecchiamento

Altri studiosi differenziano l’alopecia di origine androgenetica dall’alopecia da invecchiamento. La prima si presenta prima dei 50 anni, colpisce il cuoio capelluto con un assottigliamento evidente del fusto del capello e un ampio diradamento che può portare a zone di cuoio capelluto completamente glabre. Inoltre in questo tipo di calvizie si nota una superficializzazione del follicolo miniaturizzato e un capello sempre più sottile corto e in parte depigmentato.
L’alopecia da invecchiamento inizia dopo i 50 anni di età. Il diradamento interessa tutta la capigliatura in maniera omogenea. In questo caso non si arriva mai ad avere zone completamente glabre. Il follicolo è più piccolo rispetto a quelli presenti sul cuoio capelluto di un soggetto giovane e sano ma non arriva  mai alle ridotte dimensione dei follicoli colpiti da alopecia di tipo androgenetico.

Le cause della calvizie: la genetica, il diidrotestosterone e la 5alfa-reduttasi

Il ruolo dei geni

Da tempo si sa che sono molteplici i geni che contribuiscono al manifestarsi dell’alopecia androgenetica, recenti ricerche hanno evidenziato che un gene in particolare ha un ruolo importantissimo; stiamo parlando del gene AR.  Nelle persone che presentano tale problematica sono state individuate mutazioni di questo gene. Il gene AR dà le istruzioni per la costruzione di una proteina che funge da recettore per l’ormone. Queste strutture fanno si che l’organismo dia una risposta adeguata l dht e ad altri androgeni presenti nel sangue. Le mutazioni del gene AR causano l’aumento dell’attività dei recettori dell’androgeno all’interno dei follicoli, ma non è ancora del tutto chiaro quale sia il meccanismo per il quale il mutamento di questo gene provochi un aumento del rischio di calvizie negli uomini e nelle donne.

Il ruolo della 5 alfa reduttasi

L’insorgenza di questa problematica è strettamente è legata all’attività della 5alfa-reduttasi di tipo II, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone.

E’ la 5 alfa-reduttasi di tipo II l’isoenzima alla base della comparsa della calvizie.

La calvizie  non è causata come si crede erroneamente dalla  presenza eccessiva di ormoni androgeni. Non è quindi legata ad alti livelli di testosterone. E’ dovuta   alla concentrazione a livello dell’unità pilosebacea degli enzimi necessari a convertire gli androgeni deboli in androgeni più potenti.

Il ruolo degli ormoni androgeni

testosterone

Gli ormoni androgeni sono strettamente coinvolti nel determinare la calvizie. Tuttavia non è necessario che esista una concentrazione più alta del normale. Gioca un ruolo fondamentale la concentrazione all’interno del singolo follicolo, degli enzimi che convertono gli ormoni androgeni in ormoni più potenti.

Nell’uomo l’androgeno presente in maniera più abbondante è il testosterone prodotto a partire dalla pubertà dai testicoli. Questo ormone viene convertito dal un enzima detto 5 alfa reduttasi presente a livello dei follicoli in una forma più attiva detta diidrotestosterone.

Come abbiamo già detto sono colpiti solo i bulbi predisposti tipicamente localizzati nella regione frontale e nel vertice (vertex). Pertanto la maggior parte delle persone colpite da calvizie di tipo androgenetico mantiene capelli sani nella zona occipitale e temporale. La minore predisposizione di queste zone all’azione del dht fa sì che queste aree siano utilizzate come donatrici nel trapianto di capelli.

La miniaturizzazione del bulbo causa la calvizie

diidrotestosterone_calvizieLa miniaturizzazione del bulbo avviene per effetto della trasformazione del testosterone nel suo metabolita più attivo, il diidrotestosterone (DHT). La miniaturizzazione porta alla morte definitiva del bulbo e la perdita irreversibile del capello. Si assiste quindi alla depigmentazione dei capelli fin alla loro trasformazione in peli velli mentre i follicoli subiscono un processo di superficializzazione. Il processo attraverso il quale dall’aumento del diidrotestosterone locale si arriva alla miniaturizzazione e alla perdita dei capelli è molto complesso.

Fattori che caratterizzano l’alopecia androgenetica

  • Presenza degli ormoni androgeni
  • Ereditarietà multi genica familiare
  • Predisposizione genetica
  • Attività degli enzimi che convertono gli androgeni  in ormoni attivi un ruolo particolare lo ha la 5-alfa-reduttasi  che converte il al testosterone in diidrotestosterone (dht)
  • Particolare recettività dei follicoli piliferi in alcune aree del cuoio capelluto all’azione del DHT

Fattori che possono avere un ruolo concausale nella comparsa della calvizie

  • Variazioni di peso
  • Stato di stress
  • disturbi dell’ alimentazione
  • Assunzione di particolari farmaci
  • Malattie

Fattori aggravanti

  • Assunzione di anabolizzanti
  • Fumo di sigaretta
  • cause di telogen effluvium

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Tipologie di alopecia

Possiamo distinguere l’alopecia androgenetica in 2 tipologie:

  • Alopecia ad evoluzione lenta, che inizia intorno ai 28/35 anni e progredisce lentamente negli anni successivi senza mai portare il soggetto colpito alla calvizie totale.
  • Alopecia precoce, che inizia intorno ai 18 anni e provoca una stempiatura importante già intorno ai 20 anni, la quale progredisce verso i 22/23 anni e si diffonde intorno ai 28/30 anni. La causa dell’evoluzione rapida della calvizie  è una predisposizione genetica e familiare, ma possono contribuire anche fattori più comuni come ansia e stress.

Sono concause dell’alopecia la seborrea e la forfora. Tra i sintomi più comuni possiamo citare il prurito alla testa e l’indolenzimento del cuoio capelluto.

 Un problema non solo maschile

Questa problematica colpisce infatti anche le donne, coinvolge circa il 50% delle donne e presenta 3 picchi principali di comparsa:

  • Durante la pubertà
  • Dopo la gravidanza
  • Dopo la menopausa

    Differenza tra alopecia androgenetica maschile e femminile

    Calvizie femminile si distingue da quella maschile per una comparsa più tardiva del diradamento.  Inizia generalmente  tra i 30 ed i 40 anni. Si differenzia per la sua diversa localizzazione e progressione: nella donna infatti il problema coinvolge una regione più diffusa, in genere tutta la parte superiore del cuoio capelluto e ha una progressione molto più lenta rispetto all’alopecia maschile.
    Per ulteriori informazioni sulla  calvizie  femminile potete visitare la pagina di approfondimento o chiedere maggiori informazioni all’esperto.

Associazione con altre malattie

 L’effetto del DHT sul follicolo pilifero porta oltre alla sua miniaturiazzazione anche un aumento della secrezione sebacea per questo motivo chi presenta calvizie comune è spesso anche affetto da iperseborrea o da dermatite seborroica, quest’ultima  porta un’infiammazione cronica del cuoio capelluto che contribuisce all’aggravamento della caduta di capelli.

Molto spesso nelle donne che presentano alopecia femminile sono associati disturbi ormonali tra i quali si annovera più frequentemente la sindrome dell’ovaio policistico.

 

Trattamento

Trattamento farmacologico

per trattare la calvizie  è utilizzato  un farmaco sintetico usato per la cura dell’ ipertrofia prostatica benigna e per il cancro alla prostata; Poiché agisce inibendo l’enzima 5 alfa reduttasi responsabile della calvizie, dal 1999 è utilizzato anche per curare la calvizie. Bisogna però tenere conto di alcune caratteristiche di questo farmaco:

  • la cura  della calvizie con questo tipo di farmaco va protratta a tempo indefinito
  • L’azione inibitoria del dht cessa se si smette di assumere il farmaco
  • i capelli una volta interrotta  l’assunzione del farmaco  riprenderanno a cadere
  • il farmaco va assunto fino a che si desidera mantenere i suoi benefici

Effetti collaterali
Come tutti i farmaci può avere effetti collaterali.

Quelli più frequentemente riscontrati sono relativi all’apparato genitale e all’apparato urinario,

  • disfunzione erettile
  • dolore testicolare
  • calo del desiderio
  • disturbi del tono dell’ umore
  • impotenza. Altri effetti indesiderati includono vertigini, nausea, dolori addominali. Effetti indesiderati meno frequenti sono quelli correlati all’ipersensibilità, come prurito, urticaria e gonfiore al viso.

Trattamento con farmaci vasodilatatori

 Nei soggetti che curano l’ipertensione si osserva un effetto collaterale particolare, ovvero la crescita di peli e capelli, per questo motivo si iniziò ad usare questa molecola per trattare la calvizie. Il meccanismo attraverso il quale il farmaco esercita la sua azione sul follicolo pilifero è ancora sconosciuto. Non tutte le aree del cuoio capelluto rispondono allo stesso modo a questo farmaco.   Se il trattamento viene interrotto bruscamente si ha una rapida accentuazione del problema ed entro pochi mesi si ripresenta la situazione antecedente il trattamento.

Trattamento con approccio cosmetricologico

Per tutte le motivazioni sopra elencate e poiché siamo convinti che ogni caso sia a se, Istituto Helvetico Sanders propone un trattamento dell’alopecia androgenetica partendo da un approccio cosmetricologico e non farmacologico, che permette di elaborare un percorso mirato in funzione delle caratteristiche specifiche del soggetto.
Per richiedere un l’analisi approfondita del vostra situazione e individuare il trattamento più adatto è sufficiente compilare l’apposito form di richiesta.

 

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Il trapianto di capelli

Il trapianto di capelli con tecnica fue è una possibile soluzione ai problemi di calvizie sia maschile che  calvizie femminile, molte persone hanno ritrovato una capigliatura effettuando un trapianto di capelli.  Se la problematica è in fase attiva prima di procedere con un trapianto di capelli potrebbe essere necessario intervenire con un trattamento che arresti la caduta dei capelli e rafforzi i capelli presenti sul cuoio capelluto.

Con un trattamento adeguato, è possibile assistere al processo inverso che ha portato alla miniaturizzazione del follicolo pilifero, in altre parole il progressivo ingrossamento e la formazione via via di capelli sempre più grossi, pigmentati, fino a capelli di tipo terminale. Se invece si desidera ottenere una maggiore copertura l’autotrapianto di capelli con tecnica fue è sicuramente la soluzione più adatta.

Per capire quale è il percorso più adatto potete prenotare una visita specialistica gratuita presso il centro Istituto Helvetico Sanders più vicino.

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Sinonimi

  • calvizie comune:  poiché l’alopecia androgenetica è la causa più comune di calvizie
  • calvizie dell’uomo (o maschile): Il numero di uomini che possono sviluppare questa problematica  è molto maggiore rispetto alle donne, ecco perché spesso viene definita calvizie maschile.
  • alopecia seborroica: molto spesso l’alopecia androgenetica è accompagnata da iperseborrea
  • Aga: Sigla con cui nel mondo scientifico, per brevità, ci si riferisce alla problematica dall’acronimo delle parole inglesi Andro Genetic Alopecia


Alopecia androgenetica: cause e trattamento
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