Diagnosticare precocemente una malattia significa intervenire con altissime possibilità di guarirla definitivamente. Questa attività predittiva si basa principalmente su studi di genetica e permette di individuare soggetti a rischio di contrarre determinate malattie; tuttavia, ciò non significa che questi soggetti saranno dei malati, ma innesca soltanto una serie d'indagini su persone che sono, ed il più delle volte rimarranno, sane.


E' opinione diffusa che una malattia ereditaria non si possa curare, ma la medicina, per nostra fortuna, è in grado di curare malattie geneticamente trasmesse di gravità ben peggiore della calvizie. Alcuni esempi? L'emofilia A, l'ipercolesterolemia, l'ipertensione arteriosa essenziale, l'ulcera gastrica ed il diabete mellito; tutte malattie che possono essere tenute sotto controllo con terapie specifiche che consentono, a chi ne soffre, di vivere bene.
Il primo segno di calvizie è l'assottigliamento progressivo dello stelo del capello, inizialmente non apprezzabile ad occhio nudo, poi sempre più visibile. Altri sintomi sono una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, un aspetto meno brillante della chioma ed una più difficile pettinabilità e tenuta della piega.
Sono sintomi poco evidenti e, poiché non provocano variazioni consistenti nell'aspetto, molte persone sono portate a sottovalutarli, cullandosi nella speranza che prima o poi tutto tornerà come prima.
Si tratta di un grave errore perché l'efficacia delle cure è strettamente legata alla tempestività di intervento; laddove c'erano capelli perduti molti anni prima, ci sono matrici che è difficile o impossibile recuperare.

Tutte le persone che presentano casi di ascendenti affetti da alopecia androgenetica - non solo padre e madre, ma anche zii paterni e materni e nonni - dovrebbero far valutare il proprio caso con un check-up con tricogramma già intorno ai 18-20 anni, anche se ancora non si sono evidenziati particolari problemi.
L'Istituto Helvetico Sanders®, nella logica della prevenzione, suggerisce a tutte le persone con predisposizione di valutare interventi di prevenzione stagionale, oppure, in caso di necessità, programmi di normalizzazione o trattamento.