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Trapianto di Capelli
L'importanza sociale del problema calvizie di oggi ha aperto nuove frontiere terapeutiche anche in ambito chirurgico nei confronti di questa condizione; il passo è stato breve nel considerare le possibilità applicative delle tecniche chirurgiche impiegate in altre situazioni di interesse medico. Le tecniche di trapianto con lembi chirurgici di varia tipologia, dunque, sono state adattate e sfruttate per la correzione di questo inestetismo con ottimi risultati, ma restano pur sempre gravate da modalità d'attuazione, effetti collaterali, tempi di recupero e necessità di medicazione generalmente impegnative.
Tra le tecniche chirurgiche più in voga degli ultimi anni, per le caratteristiche di minore invasività, ha assunto una notevole importanza il trapianto di capelli. Il razionale dei trapianti di capelli è lo stesso delle tecniche chirurgiche più invasive, ovvero il principio della “dominanza della zona donatrice”: i capelli prelevati da un'area non affetta da calvizie e trapiantati in un'area altresì coinvolta, mantengono la propria capacità di crescita naturale, non risentendo delle influenze patogenetiche che hanno portato ad involuzione i capelli precedentemente presenti su tale regione.
In parole povere, prelevare dei capelli da regioni “sane” (come quella occipitale o parietale) e trapiantarli in zone “malate” fa si che possano essere corrette zone della calvizie con un risultato persistente; i capelli trapiantati non risentono, dunque, dell'effetto ormonale tipico dell'alopecia androgenetica, in quanto differenti per tipologia di recettori.
Il trapianto di capelli rappresenta forse il migliore compromesso per una buona terapia che conferisca un risultato gradevole (seppur lontano da una “restitutio ad integrum”) ma senza andare incontro a disconfort operatorio/postoperatorio e lungaggini nel recupero.
Con la metodica del trapianto dei capelli possono essere trattate anche condizioni alopeciche di notevole entità, estese o avanzate, riuscendo ad ottenere un grado variabile di rinfoltimento delle stesse; tuttavia il trapianto di capelli non può rappresentare una soluzione sempre applicabile o risolutiva, in quanto la sua attuazione dipende dalla disponibilità della zona donatrice, che deve essere ben rappresentata e conservata. Va quindi effettuata una valutazione obiettiva - e non quindi diretta a senso unico dai desideri del paziente - tra l'area da poter correggere in funzione della disponibilità del tessuto donatore, con un giusto senso estetico nel scegliere le demarcazioni da poter seguire.
I migliori risultati dei trapianti di capelli si ottengono nei soggetti con una alopecia di entità lieve o moderata, proprio perché il look naturale della correzione non è nemmeno percepibile, data la possibilità di disporre di numerosi capelli da poter trapiantare su una zona carente di dimensioni ridotte: le aree trattate vengono rinfoltite nelle loro linee naturali (o a loro prossime) e il recupero della zona donatrice è rapido e ben camuffato dai capelli residui circostanti. Risultati meno brillanti si verificano quando i trapianti di capelli sono effettuati in corso di alopecie androgenetiche più avanzate ed estese, poiché il chirurgo è costretto a “forzare la mano”, ovvero, per poter infoltire un'area vasta è costretto a prelevare molti capelli dalla zona donatrice limitata ed a volte dovrà ricorrere a capelli provenienti da zone di confine tra quella sana e malata: così facendo viene meno il razionale del principio di dominanza, in quanto l'area trattata sarà infoltita anche da capelli trapiantati non del tutto immuni dalla patogenesi dell'alopecia androgenetica. In termini pratici, il trapianto di capelli potrà portare ad un discreto risultato immediato anche nell'alopecia androgenetica più estesa, ma non così duraturo come nei casi di calvizie meno marcata.
Il trapianto di capelli può essere eseguito più volte, al bisogno, a seconda del raggiungimento del grado di correzione auspicata o in caso di necessità di trattare nuovamente i casi più severi (5-10 anni).
Anche il colore dei capelli è un fattore da considerare: nelle persone con capigliatura nera, ma con calvizie marcata, il contrasto tra i capelli trapiantati neri sani e quelli androgenetici residui bianchi conferisce un effetto meno naturale. Nei soggetti con capelli chiari e sottili, questo stacco è ben poco visibile.
Dal punto di vista tecnico, l'intervento di trapianto dei capelli può essere eseguito in anestesia locale (eventualmente associata a blanda sedazione) e con varie modalità, per lo più rappresentate dal trapianto ad innesto o da quello monobulbare.
La durata è breve, di poche ore (2-5 ore) in relazione all'entità dell'area da trattare.
Nel primo tipo di trapianto di capelli, il più semplice, si prelevano aree donatrici di pochi mm con un bisturi circolare e si impiantano su aree precedentemente preparate con forma analoga nella zona ricevente, disposte a debita distanza le une dalle altre per facilitare l'attecchimento; nella zona donatrice può essere necessario ricorrere a sutura. Con questa metodica di trapianto i tempi di intervento sono minori ed è possibile trattare aree estese di calvizie; per contro, l'aspetto non risulta del tutto naturale, e soprattutto nelle linee di demarcazione del cuoio capelluto si può osservare un aspetto di capelli a “ciuffi”. In caso di mancato attecchimento di alcune isolette innestate, si avrà un effetto antiestetico di alternanza tra zone fitte e zone alopeciche.
Nella seconda tipologia di trapianto di capelli, viene asportato del tessuto lineare dalla zona donatrice, con margine di incisione obliquo secondo l'asse d'inclinazione dei peli, avendo cura di salvaguardare il maggior numero di capelli possibile, soprattutto in prossimità dei margini di resezione. Da questo tessuto si preparano per l'escissione le singole unità pilari a tutto spessore e si trapiantano in fori precedentemente scolpiti nell'area ricevente.
Con questo tipo di trapianto di capelli, l'effetto della capigliatura reinfoltita è naturale e l'orientamento dei capelli trapiantati può essere deciso dall'operatore; tuttavia i tempi ed i costi dell'intervento sono elevati e solo poche unità pilari alla volta possono essere trapiantate in tempi ragionevoli (generalmente 500-600).
Negli ultimi anni si sono sviluppati miglioramenti della tecnica di trapianto monobulbare, sostanzialmente rappresentati dalla modalità di prelievo del capello direttamente dalla superficie del cuoio capelluto, senza cioè dover ricorrere all'asportazione di strisce cutanee; ciò accresce notevolmente il numero di capelli che possono essere trapiantati per singola seduta (anche fino a 2000-3000).
E' possibile anche associare le due tipologie di trapianto di capelli al fine di contrastare le problematiche specifiche di ognuna di esse.
Da non confondere con un mancato attecchimento è il processo di naturale caduta che si verifica dopo qualunque trapianto di capelli.
Le controindicazioni al trapianto di capelli sono date dalla presenza di dermopatie del cuoio capelluto, da allergie a sostanze impiegate, da impossibilità di essere sottoposto ad anestesia, dalla presenza di cicatrici che impediscano le manovre chirurgiche e da una perdita di capelli non stabilizzata.
Gli effetti collaterali dei trapianti di capelli sono lievi e transitori, per lo più locali come edema, prurito, bruciore, lieve sanguinamento e linfoadenopatia locoregionale.
Dopo l'intervento viene applicata una medicazione locale per 1-2 giorni da poter rimuovere autonomamente; successivamente non sarà necessario altro che lavaggi frequenti e delicati per facilitare il distacco delle piccole croste formatesi.
Le complicazioni dei trapianti di capelli sono prevalentemente date dal mancato attecchimento dell'innesto, dal rischio di reazioni allergiche ai materiali utilizzati, infezioni, cicatrici antiestetiche, formazioni vascolari irregolari ed alterazione della sensibilità cutanea nei distretti operati.



