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Conoscere i capelli

La Direzione Scientifica sente il bisogno, attraverso questa sezione, di fornire informazioni pratiche, attendibili ed utili a chiunque voglia conoscere meglio i propri capelli.
VALUTAZIONI ANTROPOLOGICHE E PSICOLOGICHE RIGUARDANTI I CAPELLI
Significati simbolici dei capelli
I capelli rappresentano un mondo affascinante ed ancora in larga parte sconosciuto.
I capelli hanno per l'essere umano un profondo valore simbolico, sul quale è inutile discutere: la loro funzione è quella di essere visti ed "ammirati". Da questo punto di vista, si tratta di un vero e proprio “organo” del nostro corpo, forse non di vitale importanza, ma sicuramente essenziale per il nostro benessere estetico e psicologico. Studi recenti confermano che i problemi di capelli, ed il rischio “diradamento” in particolare, provocano ansia e depressione in una considerevole percentuale di soggetti. Trattare questi problemi non significa quindi migliorare solo un problema estetico, ma soprattutto la qualità di vita del soggetto. In quasi tutte le società ed in molte epoche storiche, infatti, i capelli hanno rivestito un ruolo importante nella definizione della persona, non solo sotto il profilo estetico: i capelli hanno un rilievo fondamentale sull'immagine che ciascuno di noi ha di sé e trasmette agli altri.

I messaggi sociali dei capelli
I capelli, sia nell'aspetto che per quanto riguarda l'acconciatura, rivelano a prima vista le attenzioni che ogni persona dedica a se stessa e il suo stile di vita. Cambiando pettinatura, non si trasforma solo il proprio viso: spesso cambia anche l'impressione che gli altri hanno di noi - e non è una metafora: per descrivere, o per riconoscere, una persona, nel 90% dei casi, si inizia dal colore, dal tipo o dalla pettinatura dei capelli. I sociologi parlano di “Linguaggio dei Capelli”: i capelli lanciano messaggi, rivelano le nostre idee ed aspirazioni. La capigliatura contribuisce a delineare la nostra personalità, o almeno questa è l'impressione che ha chi ci guarda.
Lunghezza dei capelli quale simbolo di dimorfismo sessuale
Ma perché gli esseri umani tengono tanto alla loro capigliatura da soffrire per essa?
Una diversa lunghezza dei capelli fra maschio e femmina fa parte del nostro patrimonio culturale anche per motivi biologici. Sebbene la loro crescita in lunghezza avvenga nei due sessi quasi alla stessa velocità, nel maschio si ha un ricambio di capelli a velocità doppia o tripla di quella che si ha nella femmina, la fase Anagen dei capelli di un uomo dura infatti mediamente circa 3 anni mentre nella donna dura fra i 6 e i 10 anni. Il capello del maschio cade pertanto ad una lunghezza teorica di circa 30-35 cm mentre quello della donna può raggiungere anche i 100-120 cm. La lunghezza dei capelli è pertanto, in natura, un attributo importante del dimorfismo sessuale: siamo ancestralmente abituati a considerare che se un essere umano ha i capelli lunghi è femmina e se li ha corti è maschio. E se i capelli non ci sono più?
In questo caso è come se ci fosse una regressione ad una condizione, come quella infantile, nella quale non si sono ancora ben differenziati i due ruoli, con i diritti ed i poteri che essi comportano.
La perdita dei capelli può essere pertanto inconsciamente vissuta dal maschio come perdita di virilità o castrazione, e dalla donna come perdita di femminilità.

La storia ed i problemi dei capelli
Nella storia e nella mitologia i riferimenti ai capelli come sede di forza, di energia, di fertilità e virilità sono innumerevoli e li ritroviamo praticamente in tutte le culture umane, per una sorta di memoria mitico - storica comune le cui radici si perdono nella notte dei tempi. Basta pensare alla stupenda parrucca di riccioli inanellati di Luigi XIV ed al fatto che l'appellativo di "Cesare", "Kaiser", "Zar", attribuito nel corso dei secoli a sovrani o condottieri, ha anche un risvolto etimologico riferito a lunghi capelli da tagliare. Nella cultura occidentale una gran massa di capelli costituiva patrimonio indispensabile alla potenza di un sovrano.
Lo scalpo è stato a lungo l'espressione del valore del guerriero, la prova del coraggio in battaglia, il segno tangibile di una vendetta ottenuta. Con l'avvento della religione cristiana la tonsura divenne pratica abituale per i monaci, convinti così di rendersi sessualmente non attraenti ed esprimere umiltà, obbedienza e distacco dai beni del mondo. Imporre invece il taglio dei capelli è sempre stato segno di profondo disprezzo: gli antichi Romani tagliavano i capelli dei prigionieri, delle adultere e dei traditori.
Nell'immaginario collettivo la calvizie conferisce inoltre un'idea di prematuro invecchiamento ed un esplicito segno di declino, ed è spesso per l'individuo causa di insicurezza nel suo inserimento sociale.

Anatomia e fisiologia dei capelli sani
Il capello è una struttura “morta”, costituita da cellule completamente cheratinizzate che hanno perso il nucleo e le loro funzioni vitali. Queste cellule contengono alte concentrazioni di una proteina fibrosa, molto resistente, la cheratina. Il capello è prodotto dal follicolo pilifero terminale, un organo specializzato che si trova nello spessore della cute e che è presente, fin dalla nascita, su tutto il nostro corpo, ad eccezione delle regioni palmo-plantari. Ciascun follicolo si suddivide nella porzione superiore o permanente, e nell'inferiore o dinamica. Nella porzione superiore del follicolo sboccia la ghiandola sebacea. Questa ghiandola produce il sebo, che raggiunge la superficie cutanea insieme al capello. La porzione inferiore del follicolo invece contiene la matrice del pelo e subisce profonde modifiche durante il ciclo. Le cellule della matrice moltiplicandosi e maturando danno origine al fusto del capello e alle guaine che lo circondano.
Il fusto del capello
Il fusto del capello è costituito da 3 strati: la cuticola, la corteccia e il midollo.
La cuticola, lo strato più esterno, è formata da cellule appiattite e sovrapposte le une alle altre. La cuticola protegge il fusto dall'ambiente e la sua integrità è molto importante per la salute del capello.
Sotto la cuticola è presente la corteccia, che è la parte più spessa del capello e che ne determina forma e consistenza.
La corteccia interna del capello contiene un ammasso di macrofibrille orientate in senso parallelo alla fibra. Le macrofibrille sono composte da microfibrille cementate le une alle altre da una matrice ad alto contenuto di zolfo. Le microfibrille sono a loro volta composte da protofibrille, ovvero fibrille ancora più piccole, disposte in una struttura ad anello a gruppi di 9, con due protofibrille centrali. Alcuni capelli, soprattutto quelli bianchi, contengono un sottile strato interno, il midollo. Le diverse velocità di cheratinizzazione, cioè il processo che trasforma le proteine rendendole più dure, è molto importante per capire quale difficoltà esiste per ristrutturare un capello che abbia la cuticola intaccata da colori, permanenti, shampoo alcalini e/o stress meccanici. Infatti, uno stesso prodotto distribuito sui capelli viene assimilato dai tre strati della cuticola in tempi diversi ed occorrono trattamenti con veicoli particolarmente sofisticati per ottenere risultati soddisfacenti contemporaneamente sia a livello cuticolare, che corticale.

Spessore del capello
Lo spessore del capello varia nei diversi individui ed è influenzato da fattori genetici e razziali.
Ad esempio, i capelli dei popoli nordici sono molto più sottili di quelli delle popolazioni mediterranee, mentre solitamente i capelli più grossi sono quelli delle razze asiatiche.
Il follicolo pilifero non produce il capello in modo continuativo, ma ha un'attività ciclica, caratterizzata da periodi di attività, alternati a periodi di riposo. L'attività dei follicoli non è sincrona, ma, anzi, ciascun follicolo lavora in modo indipendente.

Ciclo vitale del capello
Normalmente nel cuoio capelluto sono presenti follicoli: in fase di attività - circa il 90%. In fase di riposo - circa il 10%.
Questo spiega perché i capelli, in normali condizioni fisiologiche, cadano un po' ogni giorno e non tutti insieme, come invece accade in altri mammiferi, dove la sincronizzazione del ciclo fa sì che tutti i peli si ricambino contemporaneamente in occasione della muta. Il ciclo vitale del capello è costituito da 3 fasi: Anagen - Catagen - Telogen
ANAGEN - fase di crescita: è la fase più lunga del ciclo. La durata dell'Anagen determina la lunghezza del capello: in media i capelli crescono 1 cm al mese.Lo stadio di Anagen durante il quale il capello tende ad allungarsi di più viene detta Metanagen. A livello del cuoio capelluto, la durata dell'Anagen varia dai 3 ai 7 anni, ed è principalmente regolata da fattori genetici; in alcuni individui, se non vengono tagliati, i capelli possono diventare lunghi anche più di 1 metro, in altri raggiungono al massimo le spalle. I capelli sono soggetti a ricambio fisiologico ogni 3-7 anni: quando il capello "vecchio" cade, è sostituito da un nuovo capello "giovane". La fase Anagen è più lunga nei soggetti di razza asiatica e nelle donne, che non nell'uomo. Con il passare degli anni, la durata dell'Anagen si riduce e con questo di conseguenza la lunghezza massima che i capelli possono raggiungere.

CATAGEN - fase di transizione: è una fase molto breve che dura circa3-4 settimane. In questa fase, la matrice del capello interrompe la sua attività ed il follicolo inizia a risalire verso la porzione più superficiale della cute, dove trascorrerà la sua fase di riposo; in pratica, il follicolo va incontro ad una fase involutiva con un suo progressivo restringimento verso la superficie.
TELOGEN - fase di riposo: ha una durata fissa in tutti i follicoli di circa 3 mesi. Durante il Telogen, la matrice del capello è scomparsa ed il follicolo interrompe ogni attività. Il capello però non cade, ma rimane ancorato al follicolo per cadere quando, al termine del Telogen, il follicolo riprende la sua attività e produce un nuovo capello che, crescendo, spinge fuori quello vecchio.
Se il capello in riposo - capello in Telogen - viene asportato meccanicamente il follicolo interrompe il suo riposo ed inizia precocemente un nuovo Anagen.
Il capello, durante la fase di Telogen, è facilmente riconoscibile perché, se osservato al microscopio, presenta colorazioni diverse rispetto alla fase di Anagen.



