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La Calvizie Comune
La calvizie comune è più nota scientificamente con il termine di alopecia androgenetica; essa rappresenta una problematica che affligge una vasta rappresentanza del genere umano e verso la quale è stata dedicata sempre una maggiore attenzione da parte della medicina.
Di fronte alla calvizie comune si potrebbe commettere l'errore di banalizzare, di ricorrere a luoghi comuni ed a “rimedi da stregoni” per le difficoltà terapeutiche caratteristiche di tale situazione tricologica.
Come tutte le malattie, la calvizie può avere una sua gravità differente e, pur trattandosi di una condizione prevalentemente estetica, sovente è gravata da ripercussioni sulla sfera psicologica, sociale ed economica dell'individuo; ecco perché, innanzitutto, per un affrontare nel modo giusto la calvizie comune, la persona che ne accusa gli effetti avrà bisogno di entrare nell'ottica di essere diventato a tutti gli effetti un “paziente” e da tale verrà e dovrà essere trattato dalle persone che si occuperanno del suo stato, attribuendo il giusto peso alla sua calvizie.
La consapevolezza di questa premessa costituirà sempre e comunque per l'individuo la garanzia che i tricologi o i dermatologi tricologi a cui si affiderà sapranno indicargli il cammino corretto per fronteggiare quanto possibile e nel miglior modo possibile, la sua perdita di capelli.
Cos'è l'alopecia androgenetica
Con il termine di alopecia si definisce una perdita di capelli - o peli - in qualunque parte del corpo; il termine, piuttosto generico, non attribuisce di per sé alcun significato ulteriore alla situazione annessa alla perdita di capelli; ogni alopecia va inquadrata al fine di distinguerne il tipo, data la miriade di sfaccettature possibili. L’alopecia può essere, per caratteristiche:
Alopecia Localizzata / Diffusa ; Alopecia Transitoria / Permanente ; Alopecia Primitiva / Secondaria
La principale suddivisione dermatologica dell’alopecia le ripartisce in due categorie:
Alopecia Cicatriziale: distruzione del follicolo pilifero con danno permanente.
Alopecia Non cicatriziale: danno generalmente reversibile.
ALOPECIA Cicatriziali |
ALOPECIA Non Cicatriziali |
- alopecia genetica |
- alopecia genetica-ormonale Alopecia Androgenetica |
L'alopecia androgenetica, dunque, è una delle tante forme possibili di perdita di capelli e presenta cause e caratteristiche peculiari. E' geneticamente determinata, con una trasmissione genetica complessa (cioè, non dovuta ad una sola alterazione nel nostro DNA), comune nelle persone di sesso maschile e di razza bianca. In termini statistici, basti pensare che circa 9 alopecia su 10 sono alopecia androgenetiche.
Le prime manifestazioni nell'uomo in genere si notano dopo la pubertà e progrediscono fino alla III-IV decade di vita. Nella donna la calvizie è più tardiva, spesso attorno alla menopausa, e subdola.
La calvizie comune si esprime con un diradamento progressivo dei capelli fino alla comparsa di aree di alopecia con dimensioni e distribuzione variabile.
L'aspetto del diradamento dei capelli è differente, dunque, tra uomo e donna e viene schematizzato con delle scale di valutazione - Norwood Hamilton, Ludwig - sia per indicarne la gravità sia per considerarne le possibili evoluzioni.
In genere, le calvizie maschili sono ad interessamento temporale, frontale o fronto-parietale ed a volte del vertice. Le calvizie femminili presentano invece un aspetto più diffuso, a “corona”, con il risparmio della linea frontale; tuttavia, più raramente, queste tipologie di distribuzione possono essere invertite nei due sessi.
In alcuni casi si può assistere ad una completa perdita di capelli nelle zone sensibili agli ormoni in oggetto.
Alopecia androgenetica: perchè si sviluppa?
Alterazioni genetiche ancora non del tutto note provocano un aumento della sensibilità dei follicoli piliferi all'azione di alcuni ormoni androgeni. Il follicolo esprime dei recettori che si collegano al testosterone e ad altre sostanze ormonali che sono in grado di indurre una reazione cellulare atta a modificare le condizioni del capello; tra le sostanze androgene che transitano nel follicolo pilifero vi è il diidrotestosterone (DHT), un derivato del testosterone che ha una elevata affinità per i recettori del capello, addirittura superiore a quella del testosterone stesso.
I principali “colpevoli” nello sviluppo della calvizie sono proprio questi recettori che risultano più rappresentati nelle sedi del cuoio capelluto che tipicamente vanno incontro ad alopecia androgenetica; dunque, gli ormoni androgeni (provenienti in parte dal sangue ed in parte prodotti nel follicolo stesso) non costituiscono la vera causa di calvizie, come si è solito banalizzare, e di conseguenza, essa non è affatto correlata con un'aumentata “virilità” nel sesso maschile.
Il testosterone del follicolo pilifero viene convertito in DHT attraverso un enzima specifico che è presente in concentrazioni maggiori nelle persone affette da calvizie.
Il DHT in elevate quantità induce progressivamente gli effetti della alopecia androgenetica: i capelli dell'individuo, da corposi, spessi e pigmentati, vanno incontro ad un processo detto di miniaturizzazione, divenendo di dimensioni e calibro più piccole, di colore chiaro, assumendo le caratteristiche di un pelo “vello”, ovvero come la peluria presente su alcune parti del corpo; anche i follicoli si miniaturizzano e si superficializzano, ed il ciclo pilare si riduce con capelli in fase di crescita di durata sempre più breve e con capelli in fase di caduta sempre più marcate.
Con il progredire della condizione alcuni follicoli stentano a rientrare in fase di crescita e rimangono vuoti più a lungo, andando successivamente incontro a scomparsa; compariranno, quindi, zone di diradamento dei capelli nelle aree coinvolte. Nello sviluppo di una calvizie femminile, entrano in gioco altri meccanismi enzimatici (aromatasi), che giustificherebbero le differenti caratteristiche cliniche della malattia.
La diagnosi della calvizie
La calvizie può essere diagnosticata nella maggior parte dei casi grazie alla sola visita ed alla raccolta delle informazioni relative alle variazioni subite dai capelli. Esistono casi particolari - sovrapposizione di altre condizioni dermatologiche e non - che possono richiedere l'ausilio di mezzi diagnostici utili ad approfondire un esame tricologico.
In questo caso il tricologo può ricorrere a tecniche poco invasive - fino a quelle più invasive - che coadiuvano all'inquadramento diagnostico: pull-test, wash-test, conteggio giornaliero dei capelli, tricogramma, foto-tricogramma, dermoscopia del cuoio capelluto, esame colturale e biopsia cutanea.
Come curare la calvizie comune?
Come premesso, seppur rivestendo una problematica di natura estetica, date le sue implicazioni emotive e sociali sul piano della vita quotidiana, è bene sempre ricordarsi che la calvizie è un problema di salute, dunque medico e di pertinenza dello specialista tricologo al quale affidarsi per una corretta gestione dell'andamento nel tempo di questa affezione.
In tal modo si potrà innanzitutto avere una correttezza scientifica delle informazioni ricevute ed una supervisione specifica in caso di concomitanti problematiche che si manifestino nel corso dei trattamenti anti calvizie o nel caso subentrino ulteriori affezioni del cuoio capelluto. Il tricologo a volte può avvalersi di altre figure professionali che collaborano in ambito tricologico per specifiche situazioni legate alla calvizie.
In base al tipo di malattia possono essere prese in considerazione diverse opzioni. Certamente, nelle situazioni con un più forte impatto sulla sfera psicologica della persona, possono essere intraprese le terapie più impegnative che garantiscono però i migliori risultati possibili. Il trattamento dell'alopecia androgenetica mira a contrastare la sua progressione ed in parte a recuperare il danno subito.
Ecco perché è di fondamentale importanza affrontare la calvizie quanto più precocemente possibile, in una fase in cui si possano ottenere buoni risultati con i minori sforzi possibili.
In conclusione, molte persone affette da calvizie hanno intrapreso strade sbagliate, con risultati deludenti rispetto alle proprie aspettative, o non hanno tentato affatto, scoraggiate da ogni sorta di luogo comune echeggiato nei propri ambienti di vita quotidiana. Le armi a disposizione per il trattamento dell'alopecia androgenetica permettono oggi di combatterla in molti casi e verranno affinate con sempre maggiore interesse negli anni futuri, vista la diffusione e l'impatto sociale che la calvizie comporta.



