Uno sguardo alle ricerche attualmente portate avanti nel panorama scientifico mondiale.
Nel panorama mondiale si stanno compiendo sforzi notevoli per raggiungere il traguardo di nuove armi da impiegare contro la caduta dei capelli.
Oggi, con un corretto approccio alla problematica è possibile ottenere un risultato che, decenni addietro, non era nemmeno lontanamente immaginabile; tutto ciò, spinge la comunità scientifica ad una continua ricerca di terapie efficaci ed adeguate alle varie problematiche inerenti all'ambito tricologico.
Con l'avvento dell'eugenetica, l'interesse per le patologie umane più importanti non ha comunque distolto l'attenzione del mondo scientifico nelle possibilità che potrebbero aprirsi alla tricologia se sfruttate le principali doti della manipolazione del codice genetico cellulare. In particolar modo, ciò che sembra in grado di permettere alla medicina di oltrepassare un confine finora invalicabile, è rappresentato dall'impiego della clonazione cellulare per poter usufruire di unità capillari create in laboratorio. La clonazione del bulbo capillifero, estremamente ardua da realizzare attualmente, permetterebbe di poter rimpiazzare elementi danneggiati anche nelle situazioni di alopecie più severe.
Sebbene ancora non si riesca ad ottenere questo scopo, si sta puntando sull'impiego di componenti diverse, che ne farebbero comunque le veci, ovvero le papille dermiche, in grado di dare origine dalle strutture capillari una volta attecchite.
Sono in corso tentativi di impiegare piccole superfici cutanee per il prelievo di questi elementi, al fine di coltivarne un numero adeguato al rinfoltimento di ampie aree di alopecia; probabilmente questa metodica verrà inizialmente associata ad altre ormai affermate, per ottenere un effetto sinergico. Solo in seguito alla valutazione dei risultati si potrà ipotizzarne un impiego come tecnica unica.
Dalla recente esperienza in tema di medicazioni avanzate mediante gel piastrinico autologo, impiegato per la cura di ferite ed ulcere particolarmente importanti, si è preso spunto per razionalizzare questa risorsa ed ipotizzare un impiego di sostanze similari anche in ambito tricologico; di fatto, dopo aver eseguito un prelievo di sangue, questo viene preparato ed “arricchito” e successivamente applicato laddove possano essere utili le sue proprietà curative. Per lo stesso principio, data la ricchezza di fattori di crescita cellulari per i cheratinociti del capello, un apporto diretto di alcune sostanze proteiche potrebbe fungere da stimolatore per la proliferazione capillare.
Gli studiosi stanno cercando nuove molecole in grado di inibire il punto chiave del processo della calvizie comune, l'enzima 5-alfa reduttasi; tra queste sostanze innovative, sembrano piuttosto promettenti quelle della famiglia dell'acido linolenico, l'acido gamma linolenico (GLA) e l'acido alfa linolenico (ALA), in grado di inibire non selettivamente sia la 5-alfa reduttasi di tipo I che II; una buona efficacia, con analoghe modalità d'azione, va menzionata anche a proposito dell'acido azelaico in associazione con oligoelementi e complessi vitaminici e di molecole appartenenti alla famiglia dei polifenoli (contenuti in grandi quantità nel thè verde).
L'attivazione delle cellule del capello sembra risentire di determinati fattori enzimatici studiati da alcuni ricercatori americani; l'enzima TERT sembra in grado di stimolare le cellule staminali presenti nel buldge e promuovere una crescita capillifera.
Dal punto di vista farmacologico, sono state tentate terapie innovative con l'impiego di prostaglandine e di farmaci biologici, come gli anti-TNF e l'alefacept in alcuni tipi di alopecie.
Tags:
anticaduta capelli
,
arresto caduta capelli
,
centro tricologico
,
cura calvizie
,
news capelli
,
novità alopecia androgenetica
,
nuove molecole capelli
,
rimedi problemi capelli
,
soluzioni calvizie
,
trattamenti calvizie
Di Admin (27/11/2009 10.30.21, in Soluzioni d'avanguardia ai problemi di capelli, letto 260 volte)
Commenti (0) | Scrivi
Commenti:
Inserisci il tuo commento:
Articoli Correlati